IL MINISTRO “SCERIFFO” AL COMUNE DI NARNI

Terni -

Apprendiamo con disappunto della presenza del ministro Minniti, prevista per oggi 26 maggio, ad un’ iniziativa elettorale del PD presso il Comune di Narni.

Il PD sta mostrando, anche sul nostro territorio, il suo vero volto: un partito di destra che cerca consenso elettorale, offrendo ai cittadini risposte securitarie e repressive nei confronti del disagio sociale.

Il famigerato decreto “Minniti”, parla di misure cautelative e di allontanamento coatto, con tanto di daspo, volte a contrastare il “pubblico decoro”, ma che si stanno traducendo in sgomberi di case occupate, di centri sociali e di luoghi di aggregazione sociale in molte parti del territorio nazionale.

Lo spauracchio destroide dell'insicurezza derivante dal fenomeno dell'immigrazione, ha prodotto un decreto di stampo borghese ed una legge antidemocratica, quella sulla legittima difesa, che scaraventa il Paese in un clima da far west.

Il governo mette in campo quindi scelte repressive per dare risposte alla crisi e all'avanzare della povertà, divenendo una minaccia non soltanto per quanti non hanno un reddito, ma anche per le fasce sempre più ampie di popolazione duramente colpite dalla crisi, quelle che hanno perso il lavoro o la casa, o entrambi. L’obiettivo è escludere, eliminare, allontanare e relegare nelle periferie i proletari e i poveri, violando apertamente il dettato costituzionale, che all’articolo 41 statuisce: “L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”.
Proprio quello che invece il decreto Minniti fa, con la fattiva collaborazione dei sindaci e delle polizie locali, loro malgrado coinvolte.

In più, la recente riforma Madia inerente alla situazione dei vigili del fuoco, parla di una volontà precisa di disconoscimento di una forza al servizio del Paese, i VVF, non riconoscendone i passaggi di qualifica e concedendo le risorse economiche solo per l'aumento dello stipendio dei dirigenti, amplificando così il gap tra i salari. Non viene riconosciuta la categoria di “lavoro usurante” (con l'età pensionabile passata da 57 a 66 anni), manca il riconoscimento di un Osservatorio Medico sulla salute dei lavoratori ed una politica seria sulla sicurezza. Il tutto con il CCNL scaduto ormai da diversi anni ed il mancato rinnovo rinnovo di un parco mezzi ormai obsoleto.
Un vero e proprio schiaffo in faccia alla categoria di lavoratori più amata dal popolo italiano ed alla faccia degli interventi sulla sicurezza!

I fatti contano, ed il PD si conferma nelle azioni e nelle scelte come il referente politico nel nostro Paese della destra oligarchica e antidemocratica Europea.


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