USB chiede al Mise l’accesso agli atti su Alitalia: vogliamo conoscere il reale stato dei conti

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I quotidiani italiani elencano oggi tra le offerte pervenute ai tre commissari straordinari per rilevare Alitalia le tre maggiori compagnie europee (AirFrance, Lufthansa e British Airways), insieme alle due maggiori compagnie low cost continentali (Easyjet e RyanAir). Un vero e proprio “parterre de roi” a conferma della certezza che da anni USB ha su tutta questa infinita vicenda: il mercato del trasporto aereo italiano è un boccone ricco e prelibato in cui l’asset Alitalia svolge un ruolo determinante.

La storia degli ultimi anni insegna che più Alitalia è stata debole, malgestita e ridimensionata, più le grandi compagnie europee e le low cost hanno tratto benefici enormi sia nell’occupare la prateria lasciata libera all’interno del mercato domestico, sia drenando flussi di milioni di passeggeri (e miliardi di euro l’anno) sui loro aerei e verso i ricchi hub del Nord Europa. La storia stessa dell’alleanza Skyteam è una sequela di sviluppi record per Air France & soci, e di una lenta agonia per Alitalia.


Non possiamo che chiederci quale possa essere il reale interesse di queste compagnie e delle low cost di modificare un assetto di mercato nazionale, dall’abbandono del lungo raggio allo smantellamento delle manutenzioni, che ha garantito lauti guadagni ai propri azionisti. L’acquisizione di Alitalia in fallimento si può trasformare nell’ultimo, più grande e definitivo affare per loro, ma nulla ha a che vedere con l’interesse dell’Italia, della sua industria e dei suoi lavoratori.


A USB appare criminale che le Istituzioni e la politica di questo Paese non prendano in considerazione il fatto che il bando abbia altissime probabilità di trasformarsi in una svendita che produrrebbe ulteriore ridimensionamento e tagli occupazionali.


L’intervento diretto dello Stato nel futuro di Alitalia, sino alla nazionalizzazione, ha tutte le ragioni di essere considerato nell’interesse dei lavoratori e dell’intero Paese, per rilanciare davvero la compagnia e per presidiare un mercato strategico.


Questa nostra posizione è avvalorata anche dal fatto che ogni giorno è sempre più evidente che la situazione finanziaria di Alitalia è stata determinata da errori folli e che la gestione operativa potrebbe essere addirittura sana. A questo scopo stiamo chiedendo da giorni ai tre commissari il bilancio Alitalia 2016 di cui non si ha ancora traccia e ora stiamo chiedendo formalmente l’accesso agli atti allo stesso MISE, per verificare il reale stato dei conti della compagnia.

 

Unione Sindacale di Base


Lavoro Privato – Trasporto Aereo