SCUOLA. PERSONALE ATA EX-LSU DI NUOVO IN PIAZZA CONTRO I LICENZIAMENTI E PER VERE STABILIZZAZIONI. 3 dicembre presìdi nelle principali città del sud

Nazionale -

NAPOLI - ore 09.30, di fronte redazione de “Il Mattino”via Chiatamone 165;

BARI - ore 10.30, presso la redazione de “La Gazzetta del mezzogiorno”, via Campione/ Piazza Giulio Cesare;

POTENZA - ore 11.00, di fronte redazione de “La Gazzetta del mezzogiorno”,  pz Pagano 18;

CAGLIARI - ore 09.00, di fronte alla sede RAI Sardegna, Viale Bonaria 124;

PALERMO, ore 9.30, davanti alla Prefettura, Via Cavour 6.


 

L’Unione Sindacale di Base Lavoro Privato ed i lavoratori ATA ex Lsu, che prestano servizio nelle scuole di tutta Italia nei servizi di pulizia e segreteria, scendono nuovamente in piazza nelle principali città del sud, mentre nel Lazio sono state convocate assemblee provinciali.

 

“ Le risorse stanziate nella legge di stabilità in via di approvazione al Senato per i servizi di pulizia e segreteria nelle scuole per il 2010 e 2011 sono assolutamente insufficienti - spiega Carmela Bonvino dell’USB - ciò prelude a licenziamenti, parificabili a circa 4.000 unità, oppure a riduzioni drastiche dei salari per gli ex-lsu, che assommano a 13.000 lavoratori”.

 

“La politica governativa di tagli alla Scuola – prosegue Bonvino - insieme alla linea di Cgil Cisl e Uil, le quali difendono a spada tratta gli interessi delle aziende per proseguire in appalto la gestione di un affare da circa 400 milioni di Euro, rischiano di diventare una formidabile pressa che schiaccerà i lavoratori anziché eliminare gli sprechi e dare stabilità al lavoro e qualità al servizio”.

 

“Contro questo scandalo domani torneremo in piazza davanti alle sedi dei principali organi di informazione del sud – conclude la rappresentante USB - per impedire che siano i lavoratori a pagare i costi della crisi e della mala gestione, per chiedere la revoca dei licenziamenti in atto, lo stanziamento di risorse adeguate, per una migliore gestione dei servizi eliminando lo spreco degli appalti e la vergogna dei contratti precari, per programmare la reinternalizzazione dei servizi con l’assunzione diretta nelle fila del personale Ata anche degli ex-lsu ed il ricorso a forme di prepensionamento per il personale più anziano”.