IL GOVERNO DELLE FAN-FARE

Roma -

Fuochi d’artificio, frizzi, motti, strizzate d’occhio alle telecamere e ai social network per dire che:

 

Tutto ciò che verrà dato verrà finanziato dai tagli della spending review, ovvero meno servizi sociali, privatizzazioni dei gioielli di famiglia, vendita di consistenti parti del patrimonio pubblico, pesante attacco al pubblico impiego con decine di migliaia di persone in mobilità, chiusure e accorpamenti di uffici, chiusura o privatizzazione delle partecipate, in particolare trasporti, igiene ambientale e servizi alla persona i cui costi comunque lieviteranno per i cittadini;

Non si rinnovano i contratti; quanto promesso di recupero economico attraverso una modifica della tassazione ai redditi fino a 25.000 euro non copre neanche lontanamente quanto si perde (figuriamoci quanto si è perso) con il blocco dei contratti e della vacanza contrattuale.

Ai pensionati non va un euro, neanche a quelli al minimo;

A chi guadagna meno di 8.000 euro l’anno e che quindi non paga tasse (gli incapienti) non va un euro

Ai disoccupati non va un euro né un pensiero;

Agli ex LSU ATA e a tutto il mondo del precariato non si da alcuna prospettiva di lavoro e di reddito

Alle imprese regalano nuove flessibilità allungando a tre anni il periodo di prova e così facendo eliminano l’articolo 18 per ben 3 anni, e portano a 36 mesi, dai dodici della Fornero, l’a-casualità, cioè l’obbligo di dichiarare la causa del perché si assumeva a tempo determinato e non a tempo indeterminato;

La Cassa integrazione in deroga scompare, e quella ordinaria e quella speciale non potranno intervenire in caso di cessazione dell’attività.

Se a tutto ciò aggiungiamo la grande indeterminatezza che si nasconde sotto la grande nuvola di chiacchiere con cui il Presidente del Consiglio ha avvolto la presentazione del suo piano, non c’è molto da festeggiare. Molto, quasi tutto ciò che non ha rilievo elettorale, è rinviato a provvedimenti nelle cui pieghe si nasconderanno le vere intenzioni di chi, comunque, deve rendere conto alla Troika e ai suoi diktat, e quelli non scherzano mai!

 

VENERDI’ 14 MARZO TUTTI A ROMA CONTRO LA SPENDING REVIEW E LE FANFARONATE DEL GOVERNO RENZI